IL VIAGGIO
  1. On the road
  2. La mappa del viaggio
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Primo giorno - 16 Settembre 2013
Il viaggio Pisa - Parigi - Los Angeles


"Un viaggio di mille miglia comincia sempre con il primo passo." (Lao Tzu)


Finalmente siamo arrivati al giorno della partenza; non vedevamo l'ora ormai da mesi e finalmente, ci siamo arrivati! Con un'emozione addosso che non si può descrivere, accompagnato in macchina dalla mia mamma, parto verso casa di Massimo per poi andare insieme all'aeroporto. Ovviamente anche Massimo è prontissimo a partire e supergasato dall'idea di intraprendere questo viaggio. Fatta colazione e lasciati i bagagli al banco del check-in salutiamo la mia mamma e ci dirigiamo ai controlli di sicurezza. Tutto a posto, per fortuna. Il bello però viene quando scopriamo che l'aereo che ci avrebbe portati a Parigi è in ritardo di ben 50 minuti. Considerando che a Parigi avremmo avuto appena 1 ora e 45 minuti di tempo per cambiare, iniziamo ad essere assaliti dall'ansia che non diminuisce per niente quando, imbarcati, decolliamo con 1 ora e 15 minuti di ritardo. Poco prima di giungere a Parigi, quando ormai eravamo quasi rassegnati al fatto di aver perso il volo per Los Angeles, una gentile hostess ci viene a cercare indicandoci il terminal e il gate del nostro volo ed il modo per arrivarci. Confortati da questa premura, scendiamo a Parigi e di corsa, accompagnati in ogni tappa dal personale Air France, riusciamo a salire sul secondo aereo, che poi sarebbe partito con un'ora di ritardo. Meglio così, tanto a Los Angeles non avremmo avuto orari da rispettare. Appena saliti sull'aereo, con tono di rassegnazione dico a Massimo: "Lo sai, vero, che i nostri bagagli non ce l'hanno fatta di sicuro?". Lui non risponde, ma la conferma sarebbe arrivata dopo 12 ore. Il volo di 11 ore e 30, che è durato un po' meno, ci ha portato comodi e quasi puntuali all'aeroporto di Los Angeles dove, una volta passata la dogana, siamo arrivati al ritiro bagagli. "Passengers Benini and Pula... bla bla bla... Air France Desk... bla bla bla". Come previsto sapevano già che i nostri bagagli sarebbero arrivati con il volo del giorno dopo e ci hanno chiesto l'indirizzo per poterli recapitare: arriveranno domani verso le 16 presso il nostro motel. Fortunatamente era tutto calcolato e nel bagaglio a mano c'è quanto serve per una notte.
Eravamo a Los Angeles. Eravamo negli Stati Uniti. Stavamo iniziando il viaggio che sognavamo da tanto tempo. Partiti da Pisa alle 10 e arrivati a LA alle 16 passate, dopo 15 ore di viaggio, la cosa più importante da fare era prendere la nostra auto e dirigerci verso il nostro motel, per ricaricarci ed iniziare la nostra avventura.
Anche se ce lo aspettavamo, la prima cosa che abbiamo notato uscendo dall'aeroporto è stata il traffico, intenso ma ordinato, composto da automobili e SUV tutte enormi e di grossa cilindrata. Ma per fermarci ad osservare avremmo avuto tanto tempo, adesso era il momento di muoverci verso l'autonoleggio.
"Passiamo ad una categoria superiore, vero?" ci dice il commesso di National. "No, grazie" rispondo io. Lui insiste dicendo: "Ma siete grossi e avete da arrivare a Washington, l'auto che avete preso voi è troppo piccola". "In Italia siamo abituati ad auto piccole, non si preoccupi". Lui mi guarda pensando "Mah, questi sono alieni" o cose peggiori e alla fine ci indica dove dobbiamo andare per prendere l'auto. Quelle della nostra categoria (Compact, secondo loro) erano tutte insieme e si poteva scegliere, bastava prenderne una e dirigerci verso l'uscita. Dopo un breve confronto optiamo per lei, la nostra Nissan Versa azzurro metallizzato, scelta per essere notata. Subito ci rendiamo conto che i nostri standard e quelli americani sono diversi; in quella macchina ci stiamo larghissimi, altro che compact. Impostiamo il navigatore del mio cellulare con l'indirizzo del motel, 5131 Hollywood Boulevard, e seguiamo le indicazioni. Per poco, perché subito ci intasiamo nel traffico LosAngeliano della highway insieme ad un altro paio di milioni di enormi automobili; ma siamo a Los Angeles e la cosa non ci disturba più di tanto. Nel frattempo il sole tramonta e ci offre un bel crepuscolo tra i grattacieli della downtown di Los Angeles che abbiamo potuto ammirare grazie alla lentezza del traffico. Dopo quasi 2 ore e 23 miglia finalmente siamo nel nostro motel, nel primo motel USA della nostra vita. La nostra stanza, la 118 (ma guarda caso) è decisamente adeguata ai nostri bisogni, con due bei letti matrimoniali. Sono ormai le 20 e sono ben 23 ore che siamo svegli grazie alle 9 ore di fuso orario rispetto all'Italia. Ci sistemiamo, facciamo sapere al mondo che siamo arrivati pubblicando alcune foto su Facebook e decidiamo di uscire subito per esplorare la zona circostante e, soprattutto, per cercare un posto dove cenare. Percorsa un bel po' di Hollywood Boulevard in direzione ovest ci fermiamo ad un fast food che sembra tipico, dall'accogliente nome "Original Tommy's" che sembra una garanzia. Difficile indovinare che cosa abbiamo mangiato: hamburger e patatine!. Mentre gustavamo, stanchi, il nostro primo pasto USA, un signore del luogo (per luogo si intende Stati Uniti, perché tutti vengono e vanno da una città all'altra nel corso della vita) ci avvicina per fare conversazione. Vuole sapere di dove siamo, cosa siamo a fare e ci racconta i suoi spostamenti e cosa c'è di bello negli Stati Uniti. Di per sé la cosa sarebbe stata bella e interessante, ma io ero troppo stanco per sostenere una conversazione e buona parte delle cose che ci siamo detti non l'ho capita, o non la ricordo. Però bello, ci ha lasciato anche la sua email. Con il colpo di grazia inflitto dalla conversazione seguita poi dal ritorno a piedi, rientriamo in motel per concludere la giornata.

Condivisione della giornata su facebook:
Se avevate dei dubbi, nonostante Air France, noi siamo qui... senza bagaglio, ma siamo arrivati!!
Foto del giorno
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